Tra le righe

Socievolezza: non è sempre un bene

Il segno dei Gemelli (che è il mio, ascendente incluso) è conosciuto per essere quello caratterizzato da estrema socievolezza e comunicabilità.
Troppa!
Per esperienza (dalla quale, evidentemente, non riesco a trarre insegnamenti, o magari qualcosa lo apprendo, ma metterli in pratica è tutta un’altra storia!) essere troppo socievoli, affabili e sorridenti porta solo guai. Dimostrarsi aperti e “caldi” con le altre persone, soprattutto con gli sconosciuti, farsi vedere disponibili (a tutto c’è un limite, ma io sono proprio cretina), è una cosa negativa. Se non sai darti dei limiti è molto negativa.
Le persone comprendono che tu non hai altro da fare nella tua vita se non attendere di svendere il tuo tempo per aiutare chiunque abbia il coraggio di farti una richiesta di “aiuto”.
E con aiuto si intende qualsiasi tipo di aiuto, spaziando dalla sfera privata a quella lavorativa.
Tu sei lì, ti sei mostrata a disposizione, e anche con entusiasmo (idiota, sei un’idiota!), appena qualcuno ti ha detto “Avrei proprio bisogno di una persona come te, in questo momento….”.
“Ma certo, ci sono io, puoi contare su di me! Gratis e a tutte le ore!”, dici sorridendo, felice di aver instaurato un nuovo rapporto o di aver “accorciato” le distanze con qualcuno. Sei felice di sentirti utile, di poter mettere a disposizione quello che sei per una buona causa.

Ma sarà davvero una buona causa?
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JustMe · Tra le righe

Ciao!

Ciao, sono Luana, ho 33 anni e ho una vita meravigliosa e felice. Mentre la gente della mia età è già sposata e con figli, o lo sta progettando nel prossimo futuro, io sto ancora progettando come riuscire a comprare una maglia o un paio di scarpe senza l’aiuto di mamma o del mio fidanzato. Col quale probabilmente non riuscirò mai ad andare a convivere.

Ciao, sono Luana, ho 33 anni e da quasi 3 quando lavoro (quando lo trovo…) che sia in nero (9 volte su 10) o in regola, mi danno al massimo solo i soldi della benzina. Quando me li danno davvero….

Ciao sono Luana, ho 33 anni e ho passato gli anni migliori della mia vita sui libri, sperando che studiare sarebbe servito a qualcosa. Ho fatto un sacco di rinunce, credendo che dei voti alti mi avrebbero garantito un futuro. A saperlo, avrei fatto la parrucchiera o l’estetista, per poi scoprire di soffrire di endometriosi e non riuscire più a lavorare in piedi.

Ciao, sono Luana, ho 33 anni, e quando andavo a scuola fin dalle elementari ho sempre aiutato chi mi ha chiesto una mano, ho sempre passato compiti e quant’altro, in cambio di nulla. Adesso ho scoperto di essere stata una cazzona, e di tutto l’aiuto che ho prestato non mi è tornato indietro neanche un “grazie”. Anzi, ora che ho bisogno io sembra che tutti si siano dimenticati di me o facciano orecchie da mercante. Bel karma…

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Tra le righe

Come andrà a finire? [cit.]

Buonasera a tutti!
Ultimamente non riesco a scrivere tanto, neanche una volta a settimana… Devo diventare più diligente, ma molti sono i pensieri e gli affanni che mi prendono nell’ultimo periodo, e quando sono a casa la sera voglio solo mettermi passivamente davanti al video a vedere qualcosa.
Voi come state? Tutto bene?
Ricordate? A gennaio vi raccontai quello che mi stava accadendo (il famoso corso regionale con susseguente tirocinio per supposto reinserimento lavorativo). Ebbene, da allora ci sono state alcune evoluzioni.

Prima di tutto, quella famosa lettera che dovevamo scrivere e che per il momento era ancora in sospeso, è stata scritta ed inviata alla Regione Veneto da parte di metà persone partecipanti al corso.
Siamo riusciti ad ottenere che l’ente capo-progetto sia subentrato a quello cui era stata delegata l’attuazione del corso e ora si occupa in prima persona del caso.
La responsabile dell’ente che ha dato attuazione al progetto – da me nominata anche come buffona e truffatrice – ora sta elargendo scuse e elemosinando perdoni, cercando di risolvere la confusione che si è creata. Il suo viscidume e la sua ipocrisia mai finiranno di stupirmi!

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Amicizia · JustMe · Tra le righe

Stacco qualche giorno per andare dai parenti… e non posso condividere la gioia con nessuno.

Questo è uno sfogo, un po’ lungo e un po’ noioso. Probabilmente mi pentirò anche di averlo pubblicato, tra qualche giorno.
Stacco pochi giorni per andare dai parenti che non vedo dal 2011 perchè abitano lontano da me. Più che altro, sento la necessità impellente di parlare con mia zia già dall’anno scorso, e ora che sto attraversando un momento in cui vedo piuttosto nero non riesco più a tenermi. Insomma, ci vado un po’ per terapia, per sfogarmi, per avere qualcuno con cui poter parlare liberamente, che mi capisca, che mi ascolti solamente, a cui raccontare come un fiume tutto quello che sento e che vivo. Anche per avere il parere spassionato di una persona che mi dica se sto agendo bene, se sto sbagliando, se sto perdendo la rotta, se devo ricredermi su alcune cose… Insomma, di lei mi fido e ho bisogno della sua parola.

Quello che leggerete di seguito, se avete la voglia, è uno sfogo istintivo, probabilmente è un errore scriverlo, probabilmente ho sbagliato modo, tono, parole… ma è un periodo in cui forse non mi va bene niente, non mi fido più di nessuno e vorrei letteralmente scappare lontano abbandonando tutti e tutto.

PS: non avrò il pc, ma mi affiderò solo al cellulare, quindi mi scuso già da ora per eventuali errori/sbagli causati dalla digitazione sullo smartphone, nel caso dovessi collegarmi tramite esso.

PPS: prometto che quando torno scrivo qualcosa di più bello e vitale, sicuramente più leggero -a livello morale- da leggere e da scrivere.

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