Tra le righe

Come andrà a finire? [cit.]

Buonasera a tutti!
Ultimamente non riesco a scrivere tanto, neanche una volta a settimana… Devo diventare più diligente, ma molti sono i pensieri e gli affanni che mi prendono nell’ultimo periodo, e quando sono a casa la sera voglio solo mettermi passivamente davanti al video a vedere qualcosa.
Voi come state? Tutto bene?
Ricordate? A gennaio vi raccontai quello che mi stava accadendo (il famoso corso regionale con susseguente tirocinio per supposto reinserimento lavorativo). Ebbene, da allora ci sono state alcune evoluzioni.

Prima di tutto, quella famosa lettera che dovevamo scrivere e che per il momento era ancora in sospeso, è stata scritta ed inviata alla Regione Veneto da parte di metà persone partecipanti al corso.
Siamo riusciti ad ottenere che l’ente capo-progetto sia subentrato a quello cui era stata delegata l’attuazione del corso e ora si occupa in prima persona del caso.
La responsabile dell’ente che ha dato attuazione al progetto – da me nominata anche come buffona e truffatrice – ora sta elargendo scuse e elemosinando perdoni, cercando di risolvere la confusione che si è creata. Il suo viscidume e la sua ipocrisia mai finiranno di stupirmi!

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Tag and Award

Tag – 4 Espressioni Dialettali

Circa 2 mesi fa (ebbene sì, signore e signori, sono passati ben 2 mesi!) BloodyIvy mi ha gentilmente taggata per il tag delle 4 espressioni dialettali più usate. Tra l’altro l’ideatore del tag è proprio tale blog, quindi chiedo perdono per non aver adempiuto in tempi più brevi all’accettazione e risposta da parte mia.
Ma ora sono qui a colmare la mia lacuna. 😉
Vediamola così, è un modo per rimettere in circolo il tag e chiamare in causa qualcun altro per partecipare. 😀

REGOLE:
1- Citare l’ideatore del tag – dunque Bloodyivy –  e da chi siete stati nominati (sempre dallo stesso blog, per quel che riguarda me).
2- Raccontare delle vostre 4 espressioni dialettali più usate o preferite
3- Nominare qualche blog (anche solo uno), perché è una cortesia che si fa a qualche blogger. Avvertirli.

Dunque, io vivo in Veneto (ma sono metà veneta e metà campana), nella zona del Veneziano (sto a pochi km dalla città descritta come la più romantica del mondo).
Il dialetto veneto è ricco di espressioni che spesso servono quando sei arrabbiato o quando vuoi raccontare qualcosa con effetto.
Partiamo.

A) Bronsa coerta
In italiano si può tradurre letteralmente con brace coperta, che fa riferimento alla brace che continua a bruciare nonostante sia seppellita sotto la cenere del camino, senza che possa essere vista. In veneto, dire a una persona di essere una bronsa coerta vuol dire che quella è una persona che all’apparenza sembra buona, pacifica e a modo, ma che, sotto sotto, si rivela vivace, “peperina”, in certi casi anche pericolosa, una sorta di piccola “carogna”, in senso affettuoso o spregiativo a seconda del contesto.

B) Va’ remengo
Nella pratica vuol dire mandare a quel paese. Andare a remengo significa mandare a vagabondare.

c) Bocia
Vuol dire bambino. In realtà è usato anche in modo “dispregiativo” per dire anche a chi è un po’ più grande che è davvero infantile o immaturo.

D)Bechèr
E’ il macellaio. Non chiedetemi perchè, non lo so. Andare dal bechèr vuol dire andare dal macellaio.

Veniamo alle nomine:

Rocknbioblog
Anna my world of makeup
Viaggi ermeneutici
Kitchen impossible
Sommelier di antidolorifici

 

Buona serata a tutti 🙂