JustMe · Tra le righe

Ciao!

Ciao, sono Luana, ho 33 anni e ho una vita meravigliosa e felice. Mentre la gente della mia età è già sposata e con figli, o lo sta progettando nel prossimo futuro, io sto ancora progettando come riuscire a comprare una maglia o un paio di scarpe senza l’aiuto di mamma o del mio fidanzato. Col quale probabilmente non riuscirò mai ad andare a convivere.

Ciao, sono Luana, ho 33 anni e da quasi 3 quando lavoro (quando lo trovo…) che sia in nero (9 volte su 10) o in regola, mi danno al massimo solo i soldi della benzina. Quando me li danno davvero….

Ciao sono Luana, ho 33 anni e ho passato gli anni migliori della mia vita sui libri, sperando che studiare sarebbe servito a qualcosa. Ho fatto un sacco di rinunce, credendo che dei voti alti mi avrebbero garantito un futuro. A saperlo, avrei fatto la parrucchiera o l’estetista, per poi scoprire di soffrire di endometriosi e non riuscire più a lavorare in piedi.

Ciao, sono Luana, ho 33 anni, e quando andavo a scuola fin dalle elementari ho sempre aiutato chi mi ha chiesto una mano, ho sempre passato compiti e quant’altro, in cambio di nulla. Adesso ho scoperto di essere stata una cazzona, e di tutto l’aiuto che ho prestato non mi è tornato indietro neanche un “grazie”. Anzi, ora che ho bisogno io sembra che tutti si siano dimenticati di me o facciano orecchie da mercante. Bel karma…

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Tra le righe

Come andrà a finire? [cit.]

Buonasera a tutti!
Ultimamente non riesco a scrivere tanto, neanche una volta a settimana… Devo diventare più diligente, ma molti sono i pensieri e gli affanni che mi prendono nell’ultimo periodo, e quando sono a casa la sera voglio solo mettermi passivamente davanti al video a vedere qualcosa.
Voi come state? Tutto bene?
Ricordate? A gennaio vi raccontai quello che mi stava accadendo (il famoso corso regionale con susseguente tirocinio per supposto reinserimento lavorativo). Ebbene, da allora ci sono state alcune evoluzioni.

Prima di tutto, quella famosa lettera che dovevamo scrivere e che per il momento era ancora in sospeso, è stata scritta ed inviata alla Regione Veneto da parte di metà persone partecipanti al corso.
Siamo riusciti ad ottenere che l’ente capo-progetto sia subentrato a quello cui era stata delegata l’attuazione del corso e ora si occupa in prima persona del caso.
La responsabile dell’ente che ha dato attuazione al progetto – da me nominata anche come buffona e truffatrice – ora sta elargendo scuse e elemosinando perdoni, cercando di risolvere la confusione che si è creata. Il suo viscidume e la sua ipocrisia mai finiranno di stupirmi!

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Frivolezze

Buon lunedì sera!

Buonasera, amici/lettori/conoscenti/viaggiatori/chiunque si soffermi su queste righe.

Come state? Avete passato un buon week end?
Sapete come ho passato il mio? Lavorando! Sono stata incollata al pc da venerdì mattina fino ad oggi pomeriggio (ok, ieri pomeriggio che era domenica mi sono presa uno stacco, lo ammetto) per un lavoro di editing di una… boh, secondo me era una tesi.
Un mio ex compagno di università che fa queste cose (scusate il modo poco adeguato di definire questo genere di lavoro… “cose”… correzione bozze, riscrittura dei periodi, sistemazione dell’impaginazione, ecc.) non voleva rinunciare a questo incarico e mi ha chiesto di aiutarlo (ovviamente sotto compenso: mi arriveranno 100 euro, sono felice come una Pasqua!). Avrei avuto tempo fino a giovedì, ma….

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Tra le righe

Illusioni…

Illusione è quando credi fortemente in qualcosa, quando speri, perchè ti inducono a crederlo, che qualcosa si realizzerà.

Non è incerto il se, ma è incerto il quando. Ma è un quando che non è così distante dal tuo presente. In realtà, ti illudi proprio perchè sai che manca poco a raggiungere quel traguardo cui tanto aneli.

Lo puoi sentire. Lo puoi quasi toccare con le dita.

Poi, non si sa come o perchè, si realizza l’illusione, appunto.

Vedi svanire l’oggetto del tuo desiderio, quella cosa che desideravi da tanto, di cui avevi tremendamente bisogno. Perchè Illusione è arrivare a necessitare di qualcosa che poi, per un motivo o per un altro… non puoi più avere.

E quell’illusione che ti stava nutrendo fino ad ora, da ora in poi ti colpisce alle spalle. Si prende gioco di te. Ti chiede “Ma dai? Ci avevi davvero creduto? Avevi davvero sperato che potevi avermi?”.

Si, avevo davvero sperato, ci avevo creduto. Lo so che il detto è “Non dire gatto, se non ce l’hai nel sacco”, ma ogni tanto si ha bisogno di poter pensare, no, scusate, di poter illudersi, che forse qualcosa può davvero cambiare.

Poi succede quel colpo di coda (e purtroppo mai di culo, di cui invece avrei bisogno) che ti riporta alla tua realtà.

Scendi, torna coi piedi per terra. E ricomincia a contare il tempo che ti divide dal tuo solo sognato cambiamento.