Ciao!

Ciao, sono Luana, ho 33 anni e ho una vita meravigliosa e felice. Mentre la gente della mia età è già sposata e con figli, o lo sta progettando nel prossimo futuro, io sto ancora progettando come riuscire a comprare una maglia o un paio di scarpe senza l’aiuto di mamma o del mio fidanzato. Col quale probabilmente non riuscirò mai ad andare a convivere.

Ciao, sono Luana, ho 33 anni e da quasi 3 quando lavoro (quando lo trovo…) che sia in nero (9 volte su 10) o in regola, mi danno al massimo solo i soldi della benzina. Quando me li danno davvero….

Ciao sono Luana, ho 33 anni e ho passato gli anni migliori della mia vita sui libri, sperando che studiare sarebbe servito a qualcosa. Ho fatto un sacco di rinunce, credendo che dei voti alti mi avrebbero garantito un futuro. A saperlo, avrei fatto la parrucchiera o l’estetista, per poi scoprire di soffrire di endometriosi e non riuscire più a lavorare in piedi.

Ciao, sono Luana, ho 33 anni, e quando andavo a scuola fin dalle elementari ho sempre aiutato chi mi ha chiesto una mano, ho sempre passato compiti e quant’altro, in cambio di nulla. Adesso ho scoperto di essere stata una cazzona, e di tutto l’aiuto che ho prestato non mi è tornato indietro neanche un “grazie”. Anzi, ora che ho bisogno io sembra che tutti si siano dimenticati di me o facciano orecchie da mercante. Bel karma…

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Pubblicità regresso

Sono l’unica che rimane sconcertata di fronte alla pubblicità fasulla degli “antidolorifici da ciclo”?
Qualche anno fa ci mostravano le donne che durante i giorni no (perchè sono giorni no, benchè qualcuna, beata lei, li viva normalmente… e, a dire il vero, da adolescente pure io “in quei giorni” andavo in palestra e facevo allenamento in modo assolutamente normale) si buttavano col paracadute.
Ora hanno deciso che per farci credere nell’efficacia – addirittura praticamente istantanea – di famosi antidolorifici, è necessario dimostrare come questi possono addirittura permettere a un’atleta, afflitta da mal di pancia e mal di testa (vorrei capire di quale intensità…), di partecipare – e vincere! – a una corsa a ostacoli.

Beh, guardiamo la differenza tra le due pubblicità: la corsa a ostacoli è decisamente più faticosa di un volo col paracadute (credo… non avendo mai provato il secondo).

Tra l’altro, la pubblicità del paracadute serviva a sponsorizzare semplicemente degli assorbenti, un modo per rassicurare le donne che potevano affidarsi a quel prodotto anche in casi estremi come gettarsi da un aereo. Non aveva pretese assurde.Tranne mostrare super donne che “in quei giorni” programmavano di vivere esperienze da urlo.

La pubblicità di oggi pretende invece di farci credere che si può affrontare anche un’impegnativa gara sportiva grazie a una semplice soluzione.

Cari sponsor, geniali teste che state dietro l’ideazione di questi brevissimi filmati acchiappa-consensi, sapete che c’è? Che voi non avete la minima idea di come una donna stia realmente durante il ciclo.
Ma peggio è che con i vostri mezzucci fate credere a tutti che per un dolore da ciclo, basta una pastiglietta delle vostre, e si è subito in grado di affrontare qualsiasi cosa, specialmente se fisicamente impegnativa.

Con questo vostro modo di fare avete proprio rotto, perchè l’italiano medio che crede alla pubblicità ingannevole, non crederà mai che una donna con endometriosi e coi dolori che prova a causa di questa malattia, anche non “in quei giorni”, possa non sentirsi meglio prendendo un buscofen act o un moment.

Grazie.

EDITO: nel frattempo, esce questo

Stupendo articolo che riassume tutto ciò che riguarda l’endometriosi

Oggi voglio riportarvi un articolo veramente interessante che ho trovato sulla pagina Fb dell’associazione APE Onlus, che da tempo si occupa di stare al fianco delle donne con endometriosi.

Riporta la descrizione della malattia, la sua manifestazione e tutte le conseguenze che comporta, a livello di salute, ma anche sociale ed economico.
Vi assicuro che tutto ciò che viene descritto è vero, niente è esagerato. Alcune cose ve le avevo già riportate, ma qui davvero è riassunto tutto in modo impeccabile.

C’è anche una breve intervista al primario dell’ospedale di Negrar (Vr), il Sacro Cuore Don Calabria (dove vado anch’io).

L’articolo non si dilunga molto, in breve riassume tutti i punti essenziali della malattia dando un’infarinatura di tutto ciò che le gira intorno anche a chi non ne ha mai sentito parlare.
Buona lettura.
PS: per le 3 storie cui si accenna nel sottotitolo, poichè sono audio, basta cliccare sul link della fonte alla fine dell’articolo, nel quale ci sono i link per poterle ascoltare.

Il calvario delle donne con l’endometriosi: vita a pezzi e costi altissimi

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Cosa dice il sito AIE, che finalmente dà importanza al DOLORE

Oggi voglio proporvi il sito dell’AIE. Lo trovo davvero molto interessante, forse tra i migliori, perchè tratta diversi temi che altri non toccano, come il dolore e l’invalidità dovuta all’endometriosi.

Il sito Associazione Italiana Endometriosi – AIE spiega la malattia allo stesso modo della maggior parte dei siti.
Si parte dall’origine della parola (perchè si chiama endometriosi) e si prosegue parlando di come e dove il tessuto si localizzi nel corpo e di cosa può causare. Soprattutto sembra dare molta importanza ai dolori e alle infiammazioni che la malattia provoca, insistendo anche sulla loro cronicità. Finalmente qualcuno marca su questo lato dell’endometriosi!

Lo dico con gioia perché non dovete credere che sia scontato fare attenzione a questo lato della malattia, che invece è il più rognoso. Spesso, nella mia vita di ogni giorno, riscontro la difficoltà nel far capire (ad altre donne!!!) quanto sia difficile la convivenza con certi “imprevisti”, se così vogliamo definire i dolori improvvisi che, in una donna senza endometriosi non troverebbero un immediato perché.
E’ proprio la presenza di questi dolori che ostacola il rendimento al 100% del proprio corpo.
E poi, mi son sempre chiesta, normalmente il ciclo comporta scompensi anche alle donne “sane”. Tranne quelle della pubblicità che si buttano col paracadute, le altre avranno mal di pancia anche loro, no? Soffriranno della famosa sindrome mestruale, che porta scompensi anche a livello emotivo. NO???
E dunque, da dove viene questo rigetto di capire, questo rifiuto di credere, questa insofferenza verso una donna che cerca di far capire che certe cose non può farle, perché c’è “l’altra” che comanda?

Vabbe’, non voglio tediarvi ulteriormente, saranno discorsi che magari svilupperò in un altro momento. Per ora vi lascio all’articolo.

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Endometriosi: cos’è, stadi e accenni alle teorie causali sulla malattia

Torniamo a parlare di Endometriosi.
Ecco un altro articolo che ci spiega, in modo diverso e forse più approfondito del primo in cosa consiste l’endometriosi.
Il sito Endometriose.ch, di cui trovate il link alla fine del post, ci fa capire come l’endometriosi, per quanto sia una patologia benigna, progredisca nel tempo, attraversando anche diverse fasi.
E’ importante intervenire per tempo, per impedire alla malattia di progredire e, soprattutto, di dilagare nell’organismo.
Vengono anche accennate alcune teorie per spiegarne la causa. Continua a leggere

L’endometriosi, il lavoro e l’incomprensione delle altre donne.

Questo post è condiviso tra questo e l’altro blog dedicato all’endometriosi.

Da qualche anno ho scoperto di avere l’endometriosi (o meglio, da qualche anno me l’hanno finalmente diagnosticata, ma i sintomi li ho da molto più tempo) e fino a pochissimo tempo fa non pensavo che fosse così diffusa, anche tra le ragazze della mia età.

Partiamo dal fatto che l’endometriosi provoca scompensi a livello di vita sociale nei rapporti con gli altri, a livello dei rapporti di coppia, nonché a livello lavorativo.

Mi sono resa conto che è una battaglia difficile, un compito quasi impossibile far comprendere, soprattutto alle altre donne (peggio se sono amiche!), cosa comporta a livello di scelte di vita, soprattutto lavorativa, la convivenza con questa malattia.
Mi sono francamente stancata di ripetere sempre le stesse cose a un pubblico che costantemente fa orecchie da mercante o finge indifferenza, incomprensione… Perciò lo scrivo qui, una volta e per sempre. Continua a leggere