JustMe · Tra le righe

Anch’io sono speciale…

Questa è una settimana speciale. Sì, cavolo, è speciale. Sabato sarà il mio compleanno. Arriverò all’età della crocifissione. L’età della svolta (nonostante di faccia continui a sembrare una 25-26enne, e se struccata pure qualcosa in meno – potrei mentire scrivendo un’età falsa sul cv? Dopo tutto, la foto che utilizzo su di esso è del 2009 e a vedermi dal vivo nessuno nota differenze). E infatti, da un po’ di tempo ho dato una svolta al mio modo di pensare (sarebbe un bene se decidessi anche ad agire prendendo un po’ di coraggio…). Ho deciso, ho CAPITO che io non devo niente a nessuno. Che DEVO pensare a me stessa, a quello che mi piace, a quello che voglio. Perchè nessuno dimostra del tatto per me.
Devo imparare a esprimere quello che penso (e lo sto facendo, con chi so che mi capisce e che mi vuole bene veramente, lo sto davvero facendo, non per mettere alla prova qualcuno per vedere quanto veramente tiene a me, ma è giunta l’ora di tirar fuori la mia personalità, le mie esigenze e i miei pensieri. E sembra andare bene, almeno nel campo in cui sto testando questa novità). Perchè ci sono anch’io nel mondo, cacchio! E ho diritto al mio posto, alla mia possibilità di esprimermi e di fare.

Ho deciso che devo pensare a ciò che mi piace e prendermelo, o tentare di procurarmelo. Senza invadere la sfera altrui, ma senza neppure violentare me stessa, cercando di reprimere certi desideri, o mettendo in secondo piano quello che voglio.

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Tra le righe

Revolution time. Non proprio.

Due mesi.
Due mesi dall’ultimo post. Confesso che non avrei mai pensato che avrei trascurato questo posto così tanto a lungo. Qui, dove mi sento di poter parlare liberamente… Ma veniamo al dunque. Cosa è successo?
Partiamo dall’inizio.
La prima settimana di maggio si è concluso il mio tirocinio. Devo dire che è stata una bella esperienza. La più seria e lunga a livello di continuatività: 3 mesi pieni in un ufficio grande, in cui tra soci e dipendenti non c’erano livelli diversi, ma tutti venivano trattati allo stesso modo. Delle grandi persone che vedevano anche il lato umano della gente. E che hanno visto anche il mio. L’ultimo giorno si sono riuniti tutti all’improvviso nella stanza dove stavo lavorando e mi hanno consegnato un mazzo di fiori enorme e bellissimo. Non mi sarei mai aspettata un trattamento del genere e mi è scesa la lacrima (cosa semplicissima, per me che sono dal pianto facile facile). Ho ringraziato e salutato tutti.
La mia prima vera soddisfazione lavorativa. Perché quando qualcuno vede che sei una brava persona e ti impegni con tutto te stesso anche per mansioni “dequalificanti” e che non ti competono, l’apprezzamento è la cosa che ti gratifica di più. Specialmente se lavori gratis.

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Frivolezze

Se potessi navigare liberamente…

Buongiorno a tutti!
Sì, buongiorno, al momento in cui scrivo sono le 10 del mattino (anche se posterò questa sera, sistemando per bene) e io ho appena trascorso un’ora nella nullafacenza totale. Me ne mancano altre 6 e mezzo.
Sono sempre qui, nello studio di commercialisti dove faccio tirocinio e perdo sempre più tempo. Vado avanti per avere i soldi dovuti, altrimenti perderei ogni diritto al pagamento.
Se potessi almeno usare internet liberamente me la spasserei ben volentieri (diciamo che ormai mi scoccio di dover chiedere ogni volta “Se c’è qualcosa da fare, fatemi sapere”), mando la mail quando arrivo alla mattina e dopo pranzo, ma poi basta. Se mi trovo in giro chiedo direttamente a voce, altrimenti sto qui tranquilla alla mia postazione.
Dicevo, potessi almeno usare internet liberamente… In teoria sì, visto che la mattina dopo la notte degli Oscar ho smanettato in cerca di notizie sull’evento, e nessuno ha avuto da ridire.
Poi ho scoperto la funzione “in incognito”, ma compare la dicitura “Il datore di lavoro potrà sempre avere traccia dei siti visitati e di quanto viene scaricato”.
E da là: panico!

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Tra le righe

Come andrà a finire? [cit.]

Buonasera a tutti!
Ultimamente non riesco a scrivere tanto, neanche una volta a settimana… Devo diventare più diligente, ma molti sono i pensieri e gli affanni che mi prendono nell’ultimo periodo, e quando sono a casa la sera voglio solo mettermi passivamente davanti al video a vedere qualcosa.
Voi come state? Tutto bene?
Ricordate? A gennaio vi raccontai quello che mi stava accadendo (il famoso corso regionale con susseguente tirocinio per supposto reinserimento lavorativo). Ebbene, da allora ci sono state alcune evoluzioni.

Prima di tutto, quella famosa lettera che dovevamo scrivere e che per il momento era ancora in sospeso, è stata scritta ed inviata alla Regione Veneto da parte di metà persone partecipanti al corso.
Siamo riusciti ad ottenere che l’ente capo-progetto sia subentrato a quello cui era stata delegata l’attuazione del corso e ora si occupa in prima persona del caso.
La responsabile dell’ente che ha dato attuazione al progetto – da me nominata anche come buffona e truffatrice – ora sta elargendo scuse e elemosinando perdoni, cercando di risolvere la confusione che si è creata. Il suo viscidume e la sua ipocrisia mai finiranno di stupirmi!

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Diario

Pubblicità regresso

Sono l’unica che rimane sconcertata di fronte alla pubblicità fasulla degli “antidolorifici da ciclo”?
Qualche anno fa ci mostravano le donne che durante i giorni no (perchè sono giorni no, benchè qualcuna, beata lei, li viva normalmente… e, a dire il vero, da adolescente pure io “in quei giorni” andavo in palestra e facevo allenamento in modo assolutamente normale) si buttavano col paracadute.
Ora hanno deciso che per farci credere nell’efficacia – addirittura praticamente istantanea – di famosi antidolorifici, è necessario dimostrare come questi possono addirittura permettere a un’atleta, afflitta da mal di pancia e mal di testa (vorrei capire di quale intensità…), di partecipare – e vincere! – a una corsa a ostacoli.

Beh, guardiamo la differenza tra le due pubblicità: la corsa a ostacoli è decisamente più faticosa di un volo col paracadute (credo… non avendo mai provato il secondo).

Tra l’altro, la pubblicità del paracadute serviva a sponsorizzare semplicemente degli assorbenti, un modo per rassicurare le donne che potevano affidarsi a quel prodotto anche in casi estremi come gettarsi da un aereo. Non aveva pretese assurde.Tranne mostrare super donne che “in quei giorni” programmavano di vivere esperienze da urlo.

La pubblicità di oggi pretende invece di farci credere che si può affrontare anche un’impegnativa gara sportiva grazie a una semplice soluzione.

Cari sponsor, geniali teste che state dietro l’ideazione di questi brevissimi filmati acchiappa-consensi, sapete che c’è? Che voi non avete la minima idea di come una donna stia realmente durante il ciclo.
Ma peggio è che con i vostri mezzucci fate credere a tutti che per un dolore da ciclo, basta una pastiglietta delle vostre, e si è subito in grado di affrontare qualsiasi cosa, specialmente se fisicamente impegnativa.

Con questo vostro modo di fare avete proprio rotto, perchè l’italiano medio che crede alla pubblicità ingannevole, non crederà mai che una donna con endometriosi e coi dolori che prova a causa di questa malattia, anche non “in quei giorni”, possa non sentirsi meglio prendendo un buscofen act o un moment.

Grazie.

EDITO: nel frattempo, esce questo

My Review

Wake up! Guagliù

In quanti tra voi hanno seguito Sanremo?
Io l’ho seguito a “tratti” e non ho sicuramente sentito tutte le canzoni in gara.
Una, però, mi è rimasta impressa, e per il ritmo e per il testo.
Probabilmente, la gente avrà fatto più caso al ritmo travolgente, senza fare molto caso alle parole forti e di protesta che il famoso rapper napoletano Rocco Hunt – all’anagrafe Rocco Pagliarulo – ha composto.

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Frivolezze

Quando la sveglia è inopportuna…

E’ trascorsa ormai un’intera giornata, eppure non riesco a dimenticare che stamattina quella maledetta sveglia ha suonato nel momento meno opportuno.
Dopo aver passato una notte in preda a un crampo a un piede che mi ha svegliato nel bel mezzo del sonno, il resto delle ore ha preso una piega diversa e nettamente piacevole.
Era parecchio tempo che non facevo più sogni in cui erano presenti i miei personaggi famosi preferiti. Già, perchè a volte sogno di quelle storie così strane (siete mai andati in un museo insieme a James Franco che vi spiegava le opere d’arte presenti, per poi finire girando per piazza San Marco a Venezia? Io sì!) che poi me le ricordo per tanto tempo. Alcune non me le scordo mai. Ho la fortuna di ricordare (certo, non proprio sempre) quello che il mio cervello elabora durante le ore notturne, e ci faccio film ancora più elaborati una volta desta e cosciente.

Prima della sveglia (delle 6!), probabilmente complice la puntata di Supernatural guardata ieri sera, stavo avendo un incontro piuttosto piacevole con Dean Winchester. Dopo aver riempito di coccole il fratello, ci stavo letteralmente provando con l’attore per me più sexy in assoluto. Ma accadeva tutto all’interno della storia del telefilm. Io ero un personaggio che, probabilmente, aveva fatto un patto con un demone, o chissà che altro mi era successo.
Fatto sta che gli riferivo che l’anno dopo sarei morta, e quindi gli chiedevo di aiutarmi ad avere qualche “gioia”, diciamo così. E lui non si tirava indietro.
E quando finalmente sembrava che si potesse andare oltre… tiritirì.. tiritirì.. tiritirì.. Ecchecacchio!!!!!

 

E niente, una semplice frivolezza da raccontare, dopo parecchi giorni di assenza come imbrattatrice e come lettrice.
Negli ultimi tempi ho avuto delle novità che hanno cambiato un po’ i miei ritmi quotidiani, e devo riorganizzare un po’ tutto.

Nel frattempo vi auguro un sereno week end. 🙂

Tra le righe

Famiglia

E’ una parola che sta creando diverso scalpore, da un po’ di tempo.

Quello che mi sconcerta di più è che poichè siamo nel 2016 (e che giustificazione sarebbe? Non comprendo… Potremmo anche essere nel 3025, se il cervello dell’uomo non si evolve non è un problema di epoca) allora si dovrebbero dare per scontate determinate situazioni.

Ma, chiariamo, certe situazioni erano assolutamente normali in tempi ben remoti dal nostro.

In uno dei miei ultimi esami all’università ho studiato il sistema familiare, di come questo si è evoluto dalla preistoria ad oggi.

Ora, a prescindere da diritti di maggiori o di minori (e questi ultimi sono quelli che vanno maggiormente protetti), e da qualsiasi definizione giuridica o meno, per me la “famiglia” è costituita da esseri viventi che coabitano assieme e sono uniti tra loro da un sentimento affettivo.

Anche io e il mio cane siamo una famiglia.

Vi lascio a il link sul significato di famiglia nella Treccani

Tra le righe

Questa è una denuncia di quanto sta accadendo nel mio quotidiano

Carissimi, come va?
Oggi voglio raccontarvi di quello che mi sta accadendo negli ultimi tempi. Ero convinta di aver finalmente fatto un passo avanti, una piccola svolta. Ero convinta di aver trovato persone di parola, che mettessero in pratica quello che dicono, e non il solito italiano medio che non fa altro che lamentarsi nel privato e al momento di fare qualcosa si accontenta della sua posizione quasi mediocre che gli consente di sopravvivere a malapena, per la paura di non perdere anche questa, nonostante sia consapevole che non durerà e che non gli darà nient’altro che lamentele.
Questa mia vuole essere una piccola denuncia di come l’Italia non sia in grado di lottare per se stessa perché gli italiani sono… cavolo, lo devo davvero dire? Quello che penso dei miei connazionali è veramente triste, ma i comportamenti delle persone attorno a me non possono far altro che indignarmi.
Sono stanca di come certi enti lavorano, sono stanca delle persone che parlano a vanvera facendo credere cose che non sono per poi rivelarsi codarde e vigliacche, non sono neppure in grado di difendere i loro diritti che gli spettano per legge.
Scriverò di getto e in preda a quello che ho dentro.
E dunque ecco che cosa mi sta succedendo da un po’.

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