Cristina D’Avena: un sogno realizzato!

Buonasera a tutti!!!
Come leggete dal titolo, finalmente ho coronato un sogno lungo una vita (sì, la mia!). Venerdì 15 luglio ho potuto ammirare la meravigliosa e inimitabile CRISTINA D’AVENA!
Non so quanto ho atteso di poter vivere un’emozione del genere (la vita mia, dicevo) e il fatto di poterla realizzare è stato l’avverarsi di un sogno.

Dovete sapere che da qualche anno, a Treviso, intorno alla metà di luglio c’è una manifestazione che dura 3 giorni. Si chiama Nipponbashi (che è anche il nome dell’omonima Associazione culturale) e grazie ad essa una ventata d’aria giapponese si diffonde nell’intera città, tra bancarelle di artigianato nipponico, mostre e cibo del Sol Levante originale. Continua a leggere

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Socievolezza: non è sempre un bene

Il segno dei Gemelli (che è il mio, ascendente incluso) è conosciuto per essere quello caratterizzato da estrema socievolezza e comunicabilità.
Troppa!
Per esperienza (dalla quale, evidentemente, non riesco a trarre insegnamenti, o magari qualcosa lo apprendo, ma metterli in pratica è tutta un’altra storia!) essere troppo socievoli, affabili e sorridenti porta solo guai. Dimostrarsi aperti e “caldi” con le altre persone, soprattutto con gli sconosciuti, farsi vedere disponibili (a tutto c’è un limite, ma io sono proprio cretina), è una cosa negativa. Se non sai darti dei limiti è molto negativa.
Le persone comprendono che tu non hai altro da fare nella tua vita se non attendere di svendere il tuo tempo per aiutare chiunque abbia il coraggio di farti una richiesta di “aiuto”.
E con aiuto si intende qualsiasi tipo di aiuto, spaziando dalla sfera privata a quella lavorativa.
Tu sei lì, ti sei mostrata a disposizione, e anche con entusiasmo (idiota, sei un’idiota!), appena qualcuno ti ha detto “Avrei proprio bisogno di una persona come te, in questo momento….”.
“Ma certo, ci sono io, puoi contare su di me! Gratis e a tutte le ore!”, dici sorridendo, felice di aver instaurato un nuovo rapporto o di aver “accorciato” le distanze con qualcuno. Sei felice di sentirti utile, di poter mettere a disposizione quello che sei per una buona causa.

Ma sarà davvero una buona causa?
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Ciao!

Ciao, sono Luana, ho 33 anni e ho una vita meravigliosa e felice. Mentre la gente della mia età è già sposata e con figli, o lo sta progettando nel prossimo futuro, io sto ancora progettando come riuscire a comprare una maglia o un paio di scarpe senza l’aiuto di mamma o del mio fidanzato. Col quale probabilmente non riuscirò mai ad andare a convivere.

Ciao, sono Luana, ho 33 anni e da quasi 3 quando lavoro (quando lo trovo…) che sia in nero (9 volte su 10) o in regola, mi danno al massimo solo i soldi della benzina. Quando me li danno davvero….

Ciao sono Luana, ho 33 anni e ho passato gli anni migliori della mia vita sui libri, sperando che studiare sarebbe servito a qualcosa. Ho fatto un sacco di rinunce, credendo che dei voti alti mi avrebbero garantito un futuro. A saperlo, avrei fatto la parrucchiera o l’estetista, per poi scoprire di soffrire di endometriosi e non riuscire più a lavorare in piedi.

Ciao, sono Luana, ho 33 anni, e quando andavo a scuola fin dalle elementari ho sempre aiutato chi mi ha chiesto una mano, ho sempre passato compiti e quant’altro, in cambio di nulla. Adesso ho scoperto di essere stata una cazzona, e di tutto l’aiuto che ho prestato non mi è tornato indietro neanche un “grazie”. Anzi, ora che ho bisogno io sembra che tutti si siano dimenticati di me o facciano orecchie da mercante. Bel karma…

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Anch’io sono speciale…

Questa è una settimana speciale. Sì, cavolo, è speciale. Sabato sarà il mio compleanno. Arriverò all’età della crocifissione. L’età della svolta (nonostante di faccia continui a sembrare una 25-26enne, e se struccata pure qualcosa in meno – potrei mentire scrivendo un’età falsa sul cv? Dopo tutto, la foto che utilizzo su di esso è del 2009 e a vedermi dal vivo nessuno nota differenze). E infatti, da un po’ di tempo ho dato una svolta al mio modo di pensare (sarebbe un bene se decidessi anche ad agire prendendo un po’ di coraggio…). Ho deciso, ho CAPITO che io non devo niente a nessuno. Che DEVO pensare a me stessa, a quello che mi piace, a quello che voglio. Perchè nessuno dimostra del tatto per me.
Devo imparare a esprimere quello che penso (e lo sto facendo, con chi so che mi capisce e che mi vuole bene veramente, lo sto davvero facendo, non per mettere alla prova qualcuno per vedere quanto veramente tiene a me, ma è giunta l’ora di tirar fuori la mia personalità, le mie esigenze e i miei pensieri. E sembra andare bene, almeno nel campo in cui sto testando questa novità). Perchè ci sono anch’io nel mondo, cacchio! E ho diritto al mio posto, alla mia possibilità di esprimermi e di fare.

Ho deciso che devo pensare a ciò che mi piace e prendermelo, o tentare di procurarmelo. Senza invadere la sfera altrui, ma senza neppure violentare me stessa, cercando di reprimere certi desideri, o mettendo in secondo piano quello che voglio.

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Revolution time. Non proprio.

Due mesi.
Due mesi dall’ultimo post. Confesso che non avrei mai pensato che avrei trascurato questo posto così tanto a lungo. Qui, dove mi sento di poter parlare liberamente… Ma veniamo al dunque. Cosa è successo?
Partiamo dall’inizio.
La prima settimana di maggio si è concluso il mio tirocinio. Devo dire che è stata una bella esperienza. La più seria e lunga a livello di continuatività: 3 mesi pieni in un ufficio grande, in cui tra soci e dipendenti non c’erano livelli diversi, ma tutti venivano trattati allo stesso modo. Delle grandi persone che vedevano anche il lato umano della gente. E che hanno visto anche il mio. L’ultimo giorno si sono riuniti tutti all’improvviso nella stanza dove stavo lavorando e mi hanno consegnato un mazzo di fiori enorme e bellissimo. Non mi sarei mai aspettata un trattamento del genere e mi è scesa la lacrima (cosa semplicissima, per me che sono dal pianto facile facile). Ho ringraziato e salutato tutti.
La mia prima vera soddisfazione lavorativa. Perché quando qualcuno vede che sei una brava persona e ti impegni con tutto te stesso anche per mansioni “dequalificanti” e che non ti competono, l’apprezzamento è la cosa che ti gratifica di più. Specialmente se lavori gratis.

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Se potessi navigare liberamente…

Buongiorno a tutti!
Sì, buongiorno, al momento in cui scrivo sono le 10 del mattino (anche se posterò questa sera, sistemando per bene) e io ho appena trascorso un’ora nella nullafacenza totale. Me ne mancano altre 6 e mezzo.
Sono sempre qui, nello studio di commercialisti dove faccio tirocinio e perdo sempre più tempo. Vado avanti per avere i soldi dovuti, altrimenti perderei ogni diritto al pagamento.
Se potessi almeno usare internet liberamente me la spasserei ben volentieri (diciamo che ormai mi scoccio di dover chiedere ogni volta “Se c’è qualcosa da fare, fatemi sapere”), mando la mail quando arrivo alla mattina e dopo pranzo, ma poi basta. Se mi trovo in giro chiedo direttamente a voce, altrimenti sto qui tranquilla alla mia postazione.
Dicevo, potessi almeno usare internet liberamente… In teoria sì, visto che la mattina dopo la notte degli Oscar ho smanettato in cerca di notizie sull’evento, e nessuno ha avuto da ridire.
Poi ho scoperto la funzione “in incognito”, ma compare la dicitura “Il datore di lavoro potrà sempre avere traccia dei siti visitati e di quanto viene scaricato”.
E da là: panico!

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