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Sono passati 10 mesi… -parte cinque-

Beh, ormai i mesi stanno diventando 11!
Eccomi qui, a distanza di quasi una settimana, a riprendere il racconto delle mie sfighe storie quotidiane dei mesi scorsi.

A Ferragosto mia sorella è scesa al Sud, a casa del fidanzato e devo ammettere che senza di lei mi sono sentita davvero sola. Quindi il resto dell’estate l’ho trascorso in casa o uscendo ogni tanto da sola o col cane o con mia madre. Solo una sera sono uscita con una compagnia più “ampia”, una mia cara amica (l’unica che considero tale, perchè è l’unica con cui posso parlare seriamente), il suo fidanzato e un nostro ex collega di università.

La truffa internazionale
In seguito ho ripreso la mia ricerca lavorativa per l’estero (non riesco più a cercare in questo paese e sono stanca di lavorare senza contratto e senza soldi). Ho passato i test e il colloquio per un’azienda che si trova a sud dell’Inghilterra, ma devo attendere che si liberi un posto per il ruolo per cui mi sono candidata (non capisco perchè mettano gli annunci se sanno che poi non hanno posto…). Teoricamente sono la prima della lista. Attualmente sto cercando di partire ugualmente, perchè sono stufa di stare qui, devo tagliare i ponti. Sono anni che sento l’esigenza, era un pallino che avevo fin dall’università.

Nel frattempo, anche mia sorella aveva avuto risposta per un ruolo per cui si era candidata mentre stava a casa del suo fidanzato. In pratica, aveva trovato su Linkedin un annuncio per un hotel di lusso. Il ruolo era per Torino. Dopo aver risposto a un form di domande, una volta a casa si è accorta che le avevano mandato il contratto da firmare. Ad essere franca, lì per lì mi è sembrato strano che non l’avessero mai contattata telefonicamente e che non avesse neppure dovuto sostenere un colloquio. Io per uno stipendio minimo avevo dovuto passare 2-3 test e poi il colloquio via Skype, lei per un signor contratto con mille benefits, alloggio e un ottimo stipendio per vivere in centro a Londra (il contratto prevedeva che lei svolgesse il ruolo a Londra) non aveva fatto altro che mandare il CV e rispondere a un form con domande relative alla posizione.
Per non dilungarmi oltre, avevamo pagato la cauzione per la stanza che le veniva offerta dal datore di lavoro, avevamo i biglietti dell’aereo pronti per partire la mattina del 20 ottobre (sarei andata con lei per cercare qualcosa nei dintorni e vivere assieme). Ma se ci avevano ingannati fino a quel momento, non voleva dire che l’avrebbero fatta franca anche oltre. Loro volevano troppo e hanno commesso dei passi falsi grazie ai quali ci siamo accorte (a una quarantina d’ore prima di partire) che questa offerta era una truffa. Non esisteva nessun contratto, nessuna stanza… Quando abbiamo contattato l’hotel hanno affermato che non stavano aspettando nessuno e che non stavano neppure cercando personale.

Credo sia giusto mettere pubblicamente il nome dell’hotel in modo da impedire che almeno chi legge qui possa cadere nella stessa trappola: The Mandeville Hotel. Su internet, nei maggiori siti di ricerca di lavoro, ci sono tantissime job offers relativi ad esso e sono offerte che si riferiscono a diversi ruoli in diversi paesi (Italia, Spagna, USA…), si possono trovare nella pagina Linkedin dell’hotel e non solo. Sapete qual è il problema? Che questi hotel non esistono. O meglio, ne esiste solo uno e sta in centro a Londra, in zona Marylebone. Tale reale hotel è a conoscenza del fatto che esistono truffe a suo nome (i contratti e tutti i documenti utilizzati comprendono le firme del reale staff) ma non fa nulla per far cessare la cosa. Si limita semplicemente a far comparire nel suo sito ufficiale che loro non chiedono soldi per permessi di lavoro e visti. Capite la fregatura? Non scrivono “Noi non chiediamo soldi per alcunchè”, ma specificano per permessi e visti. Quindi, se ti chiedono la cauzione per la stanza tu ci credi.
Secondo me, loro hanno una parte di colpa, e non comprendo affatto come non possa interessargli che il loro nome venga infangato in tutto il mondo.
Alla Polizia Postale ci hanno riferito che non è possibile agire, essendo frode internazionale: gli Stati tra loro non collaborano per queste inezie. Peccato che nonostante aver portato il pc al loro ufficio non si siano degnati di verificare se le mail fossero veramente inviate da un paese estero. Non hanno neppure degnato di uno sguardo le mail e i documenti che avevamo ricevuto. Non ci hanno neppure fatto sporgere denuncia, tanto non avrebbe avuto seguito. Anzi, secondo loro questa non è neanche associazione a delinquere. Di più, ci hanno detto che se noi organizziamo da qui la stessa cosa con un hotel di Venezia per assumere personale da paesi esteri, non siamo neppure perseguibili, per lo stesso motivo.
Non so voi a cosa stiate pensando, ma io preferisco non esprimermi. Credo si commenti da sè.

Dopo aver parlato con alcune persone, abbiamo tentato nuovamente a sporgere denuncia, ma stavolta siamo state dai Carabinieri. Il maresciallo ci è sembrato più in gamba, ma ci ha detto che per una denuncia da inviare alla Magistratura bisogna far tradurre tutta la documentazione in italiano. E ci ha consigliato di andare all’Adiconsum. Chi ci ha accolto all’Adiconsum, dopo essersi sfregato le mani perchè già si vedeva in un bel servizio a Striscia la Notizia (ha chiamato Moreno Morello davanti a noi), ci ha fatte ritornare dai Carabinieri perchè senza denuncia non poteva muoversi. Ovviamente, prima aveva fatto un colpo di telefono al comando per fargli una ramanzina. A loro volta, i Carabinieri hanno fatto la paternale alla Postale perchè non aveva fatto il suo dovere.

Insomma, ottenere un pezzo di carta dove dichiarare l’accaduto e il fatto che non si è colpevoli dell’utilizzo dei propri dati e della propria firma per scopi illeciti sembra un’operazione impossibile.
Ad ogni modo, dopo essere state sballottate per 2 giorni da un ufficio all’altro, abbiamo questo benedetto documento che, per legge, dovrebbe essere un nostro diritto chiedere ed ottenere, senza vedersi scaricare da una parte all’altra.

PS: la denuncia l’abbiamo ottenuta solo da una decina di giorni circa.

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