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Sono passati 10 mesi… -parte tre-

Eccomi qui, di nuovo con un altro pezzo del racconto di tutto ciò che mi è accaduto nei mesi scorsi. Sono stata ferma per quasi un anno e ora sembro un fiume in piena. Spero che questo estro non sia solo temporaneo, ma che continui a farmi sentire il fremito nelle mani.
Proseguiamo.

A giugno di quest’anno si è finalmente concluso (o meglio, ho fatto di tutto per far concludere) il procedimento che riguardava l’incidente che io e il mio ex fidanzato abbiamo subito in macchina nel giugno 2016.
Esaurito il ciclo di terapie a fine gennaio, ho fatto pressioni all’agenzia antinfortunistica per avere le ultime due visite il prima possibile. Volevo chiudere anche per poter essere libera di fare le mie scelte (come trasferirmi all’estero, per esempio) senza subire vincoli dall’esterno.
Come ho scritto, purtroppo il mio ex fidanzato decise di non rivolgersi all’assicurazione l’anno scorso, ma di andare tramite agenzia antinfortunistica. Essendo il mio primo incidente non avevo la più pallida idea di come si procedesse e non mi è stato neppure spiegato. Sono riuscita ad avere le visite in tempi abbastanza brevi (ho chiuso a un anno esatto dall’accaduto) ma non ero al corrente del fatto che l’agenzia chiedesse una parcella e che dovessi pagarla io. Lui mi aveva detto “E’ la mia assicurazione che ti paga” senza aggiungere che alla fine di tutto avrei dovuto sborsare una somma di denaro. E mi ha preso pure per stupida quando ho affermato che non lo sapevo. Onestamente, non avendone mai avuto bisogno, vado fiera del fatto che ignoravo come funzionassero queste cose.
Dunque, a giugno mi chiamano per l’assegno di risarcimento e mi spiegano come fare: l’assegno non è mio, ma serve a coprire le spese che non erano state pagate prima (terapie, medico legale, ecc..). Le visite ortopediche all’epoca mi furono pagate dal mio ex. Beh, la segretaria dell’agenzia, prima di chiamare me ha chiamato lui per chiedergli come voleva che gli ridessi i soldi. E lui, invece di comportarsi da persona civile, come un “uomo” che ha avuto una relazione di 12 anni con l’altra persona in questione, non ha fatto il gesto di rispondere “Guardi, la chiamo e sento qual è il modo più comodo per lei per restituirmeli”; probabilmente era troppo pretendere una cosa simile.
Sono rimasta veramente molto male, perchè mi aspettavo che si facesse sentire per metterci d’accordo tra noi. Sarebbe stato un gesto educato e, ripeto, civile. Siamo stati insieme 12 anni, cavolo, 12 anni!!!
Mi sono sentita una schifezza. Del tipo che non valgo neppure una fredda misera mail (se proprio è troppo mandare un messaggio via telefono) da parte sua.
E così ho ceduto all’impulso di un breve sfogo su Facebook, scrivendo il seguente post

“Per non riuscire a rivolgerti a me direttamente, devo aver ucciso tua madre senza essermene neanche accorta.
Ops…!”

Lo so, Facebook è il luogo dove la gente scrive le proprie frustrazioni quando non ha coraggio di rivolgersi direttamente alla persona cui si riferisce, ma non potevo essere io a fare quel passo, dopo che mi aveva lasciato dicendo “Mi faccio sentire per la pratica dell’incidente”. Dopo essere completamente sparito, doveva essere lui a rivolgersi a me per primo, non io. Nessuno ha chiesto a me come volevo restituire i soldi, l’hanno chiesto a lui e lui doveva mettersi in contatto con me.
Il mio sfogo ha avuto l’esito sperato, perchè sapevo benissimo di andare a toccare il suo punto debole: l’apparenza della sua reputazione di fronte agli altri. Ha esordito con “Potevi anche risparmiartelo quel post”, neppure un “ciao”, “come stai?”… Non si è mai degnato di chiedermi come sto nè come vanno le cose a casa, nonostante lui sappia. La sua priorità era difendere la sua reputazione. Ovviamente, io gli ho esposto i miei pensieri e che poteva degnarsi di farsi sentire per accordarci, ma si è giustificato dicendo che era stata la segretaria e proporgli come fare. Che gli vuoi dire? Imbecille era e imbecille è rimasto.

In pratica, dopo aver fatto la distribuzione dei pani e dei pesci, mi rimanevano come “risarcimento” soli 300 euro. Da un assegno di oltre 2600 euro. Quello che mi ha dato veramente molto fastidio è stato il comportamento del titolare dell’agenzia (che a pelle mi risultò non affidabile e poco onesto già la prima volta che ci recammo al suo ufficio). Dopo avergli espresso più volte via mail il mio desiderio di non continuare col procedimento (e tale mia volontà non è mai stata presa in seria considerazione nelle sue risposte), ha comunque provato a influenzare la mia decisione riportando cifre di migliaia di euro che avrei potuto ottenere proseguendo. Lui aveva ogni intenzione a fare causa: chiaro, più soldi ottenevo io più aumentava la sua parcella. Aveva fatto male i conti, però, perchè io non sono una che si lascia infinocchiare dalle alte cifre che potrei ottenere.
Così, pensando che fosse chiusa la questione una volta ridati i soldi che dovevo, mi è arrivata la mazzata della parcella. E sono caduta dalle nuvole. La parcella? Ma non doveva pagare l’assicurazione? Non avevo mica deciso io di rivolgermi all’infortunistica, io ero un passeggero che si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato. La parcella (che lui mi aveva assicurato – dopo avergli riferito tale cosa – essere solitamente il 10% della somma totale) esauriva quasi interamente i soldi che mi erano rimasti. E il titolare assicurava pure di essersi mantenuto basso (ma andava ben oltre il 10%). Quindi, non solo lui aveva scelto di farsi assistere da un’agenzia antinfortunistica piuttosto che preferire l’assicurazione, ma ne aveva scelto pure una cara (perchè conosceva il proprietario in quanto aveva già avuto a che fare per lavoro e per un precedente incidente). Senza mettermi al corrente della cosa.
Per farla breve, dopo una breve ma intensa litigata al telefono, gli ho girato la fattura e gli ho urlato che non avrei sborsato un euro, perchè non ero stata informata adeguatamente e perchè quando decise di rivolgersi a loro non mi rese partecipe della decisione, ma dovetti sottostare a ciò che voleva lui. Quindi l’aveva voluta e se la pagava.

Devo dire che è veramente frustrante quando le questioni di soldi rovinano ancora di più quello che già (non) c’è. Non mi è piaciuto fare la parte della donna furibonda che si infuria per questioni economiche. Mi sono sentita un po’ come una donna separata che si lamenta perchè non le arrivano gli alimenti (con tutto il rispetto per chi si trova in tale situazione) e ne ho sofferto. Primo, perchè sentirci per l’ultima volta in tutta la vita e lasciargli il ricordo di me che urlo al telefono non era proprio quello che speravo. Mi immagino lui parlare con qualcuno e raccontargli della sua ex urlante che ha fatto la figura di quella che se la vuole svignare davanti ai conti da pagare. In secondo luogo, perchè mi ero ripromessa di rimanere calma e invece mi sono lasciata prendere dall’ira. Lui decide e io mi devo adeguare e rimango pure all’oscuro. Almeno rendimi partecipe di quello a cui vado incontro, idiota! (Sì, stavolta è il rancore contro di lui a parlare, perchè non mi piace fare la figura della cretina disinformata).
Quando gli ho inviato la mail col pdf della parcella da pagare, gli ho detto pure che mi era dispiaciuto sentirci in quel modo e che le questioni di soldi rovinassero sempre tutto. In seguito, mi ha avvisato del pagamento della parcella da parte sua e ho tentato di avere con lui un colloquio normale, cercando di recuperare “qualcosa”, ma purtroppo la sua vera natura non si è negata neanche in quel momento. Ero quasi contenta che eravamo riusciti a parlare con calma e tranquillità, come due persone normali, e invece alla fine è arrivata la botta finale: “Però potevi risparmiartelo quel post!”.
Credo si sia sentito frustrato e impotente per non potersi più arrogare il diritto di spingermi – ordinarmi – a cancellare cose scritte da me che gli danno fastidio. E un po’ ci godo.

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4 thoughts on “Sono passati 10 mesi… -parte tre-

  1. Ciao cara, bentornata su WP, spero tu stia bene nonostante tutte le problematiche legate al tuo fisico, beh che dire, ho letto questa terza parte del racconto e ho avuto sentore che il tuo oramai ex fidanzato abbia “marciato” sul fatto che tu sia all’oscuro di come si gestisca un incidente stradale, uomini del genere meglio perderli.. 😉
    Sono contento di rileggerti e spero di confrontarmi con te su temi sociali e politici!
    Forza, la vita inizia a trent’anni o poco più, un forte abbraccio!! 🙂

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    • Ciao e mille grazie. Sì, i problemi fisici dovuti all’incidente sono ormai acqua passata. Diciamo che il colpo è stato bello pesante e nel primo periodo si è fatto sentire. Poi col tempo e con le cure giuste è passato. A lui è accaduto il contrario: pensava di stare bene subito, invece col tempo gli sono aumentati i problemi… ma ormai la cosa non mi riguarda più.
      Non so se, come dici tu, “lui” abbia marciato sulla mia ignoranza, credo più al fatto che nei miei confronti era superficiale e dava molte cose per scontate.
      Per quanto riguarda i problemi politici e sociali…. sono molto agguerrita. Ti confesso che ultimamente cerco di evitare perchè so di essere negativamente influenzata dalla mia esperienza personale. Sto cercando di andarmene da questo Paese perchè mi incute molta paura rimanere qui.
      Un abbraccio anche a te 🙂

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  2. Ma le rileggi le cose che scrivi? Giusto x far emergere ancor meglio ai tuoi occhi con che persona hai perso 12 anni della tua vita. .. cmq ormai stai ancora perdendo tempo a dedicare anche soli alcuni secondi dei tuoi pensieri a lui…. e’ ex… e lascialo stare così! Ora pensa alla tua vita! Il resto del mondo ,i viaggi, tu…. e io eh eh eh… bacissimi tesoro

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    • Purtroppo 12 anni sono tanti, oltre un terzo della mia vita… la loro influenza la sento ancora, nonostante non abbia sofferto dopo che è finita, ma durante si.
      E comunque io sto cercando di farmi la mia vita, ma continua ad assillarmi lui tramite terzi. L’agenzia antinfortunistica, al contrario di quello che avevo espressamente chiesto, ovvero di chiudere tutto, è andata avanti a chiedere un ulteriore risarcimento per me. Adesso da quel risarcimento devo ridare a lui i soldi che ha speso per la parcella più altri che non so da dove vengano fuori. E’ un assillo, non mi lascia in pace.

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