Home » Tra le righe » Come andrà a finire? [cit.]

Come andrà a finire? [cit.]

Buonasera a tutti!
Ultimamente non riesco a scrivere tanto, neanche una volta a settimana… Devo diventare più diligente, ma molti sono i pensieri e gli affanni che mi prendono nell’ultimo periodo, e quando sono a casa la sera voglio solo mettermi passivamente davanti al video a vedere qualcosa.
Voi come state? Tutto bene?
Ricordate? A gennaio vi raccontai quello che mi stava accadendo (il famoso corso regionale con susseguente tirocinio per supposto reinserimento lavorativo). Ebbene, da allora ci sono state alcune evoluzioni.

Prima di tutto, quella famosa lettera che dovevamo scrivere e che per il momento era ancora in sospeso, è stata scritta ed inviata alla Regione Veneto da parte di metà persone partecipanti al corso.
Siamo riusciti ad ottenere che l’ente capo-progetto sia subentrato a quello cui era stata delegata l’attuazione del corso e ora si occupa in prima persona del caso.
La responsabile dell’ente che ha dato attuazione al progetto – da me nominata anche come buffona e truffatrice – ora sta elargendo scuse e elemosinando perdoni, cercando di risolvere la confusione che si è creata. Il suo viscidume e la sua ipocrisia mai finiranno di stupirmi!

Dicevo prima, dopo essere riusciti ad accordarci, metà delle persone partecipanti al corso, abbiamo scritto una lettera alla Regione, per lamentare lo stato della situazione in cui ci siamo trovati (e ci stiamo tuttora trovando).
Il corso ha lasciato in sospeso molte domande, molte questioni.

L’unica cosa su cui non si è potuto dir nulla è lo staff di insegnanti. Loro, sì, bravi e preparati e disponibili al dibattito. Le lezioni erano interattive, si discuteva e ci si confrontava, devo ammettere che è stato utile, dal punto di vista umano.

L’organizzazione del corso, al contrario, ha lasciato a desiderare. Avremmo dovuto avere a che fare con determinate figure di cui ancora ora ci chiediamo quale sia stata la loro fine.

Ma la parte pratica, ovvero il tirocinio, è (stato) ancora peggio.

Senza aver mai avuto una consultazione con alcuno, senza aver mai potuto sostenere un colloquio attitudinale, perché capissero quali fossero le nostre attitudini, le nostre competenze, perché semplicemente ci conoscessero, siamo stati mandati letteralmente allo sbaraglio presso aziendine e dittarelle varie di piccole dimensioni, già completamente strutturate, nelle quali ci siamo trovati ad essere un elemento in più la cui presenza è ardua da gestire, in quanto non essendoci necessità di assumere nuovo personale, il ruolo da ricoprire è di difficile definizione.

Siamo più di aiuto o di disturbo?

Personalmente, io la sto vivendo malino. Diciamo che la sto trovando un’esperienza semi-inutile per quel che riguarda il mio profilo professionale.

Mi spiego.

Inizialmente ero stata spedita presso un negozio sportivo, per aiutare a tenere la contabilità. Non è andata propriamente così. Dopo i primi minuti (o, forse, dovrei dire istanti) mi sono resa conto che là non c’era alcuna necessità di avere un aiuto a livello amministrativo. Mi hanno piazzato come commessa tappabuchi.
Beh, non c’era bisogno di frequentare 5 settimane di corso mangiando il pranzo in macchina al freddo per andare a fare un’attività di cui avevo già esperienza, vi pare? Oltre al fatto che non era affatto coerente col corso.
Così dopo 2 giorni ho chiesto la sostituzione. Questo il 21 dicembre.

Tra feste di Natale e tempi burocratici che fanno concorrenza all’età della Terra, mi è arrivata risposta a fine gennaio che dal primo febbraio avrei ricominciato il mio nuovo tirocinio.

Ora, per coerenza con il mio profilo scolastico (liceo classico e giurisprudenza), mi hanno mandato presso uno studio associato di legali-commercialisti-revisori contabili. Ovviamente, proprio in base alle mie competenze conoscitive, io mi trovo nel reparto commercialisti e revisori contabili. Si tratta di logica, no? Coerenza, dicevamo prima.

Nel frattempo la lettera era stata spedita, proprio nell’ultima settimana di gennaio.

La Regione ha preso atto della nostra segnalazione e ha chiamato in causa l’ente a capo del progetto, dunque non quello che l’ha attuato in paternariato, ma quello che l’ha progettato e che sta al di sopra.

Il responsabile è letteralmente caduto dalle nuvole, perché non sapeva niente di come stavano andando le cose. Ora sta cercando di salvare il salvabile, anche perché ormai ci ha rimesso la faccia e la credibilità, e già ci ha riferito che a causa di tutti i problemi sorti prenderà delle penalizzazioni nei prossimi progetti e partirà svantaggiato.

I tirocini ormai non possono più essere sostituiti, ci sono delle scadenze entro i quali vanno terminati. E in tutta sincerità non è che le sostituzioni ormai poste in atto abbiano apportato benefici o si siano rivelate tanto migliori in termini pratici, né maggiormente qualificanti.

Per quanto io sia felice di stare finalmente in un ufficio e non in un negozio (luogo nel quale ho lavorato durante l’università) e dunque vada a migliorare la situazione del mio curriculum vitae come luogo sicuramente più adeguato dove spendere il mio tempo (e con questo non voglio certo dire che lavorare in negozio non sia dignitoso, ma di sicuro non è la mia ambizione né comunque posso permettermi di stare tutto quel tempo in piedi nelle mie condizioni), non è affatto una situazione qualificante.

Indovinate un po’?! Sto scrivendo questo post proprio dal mio pc di lavoro perché non ho assolutamente niente da fare. Sono qui nel ruolo di aiuto segreteria e centralino. Il mese di febbraio è stato intenso, non lo nego. Dal primo marzo passo gran parte delle giornate senza fare quasi niente. Tra il fatto che non ho le competenze per stare qui dentro e quindi non possono affidarmi certi compiti e che dal 1 marzo è stata assunta una nuova (ma perché devo sempre essere io quella che se lo prende in c… e vede gli altri assunti e lei no? Tra l’altro, sto osservando cosa abbia quella ragazza più di me per essere stata assunta. Senza modestia posso dire che ci divide solo il fatto che lei ha esperienza nel ruolo. Sul resto assolutamente non ho niente di meno, semmai di più) il “lavoro” è diventato praticamente nullo. E non che il mese scorso facessi chissà cosa: etichette, cartelline, archivio, etichette, cartelline…  e qualche volta aiuto qualcuno che ha bisogno –tipo tabelle di excel o poco più-. Posso tranquillamente dire che sto sprecando tempo ed energie inutilmente. Non sto imparando un ruolo o una professione, sto imparando stare in un ufficio, sicuramente cosa valida, ma niente di più. Intendo dire, la mia spendibilità, le mie competenze, è tutto bene o male uguale a prima di arrivare qui.

Se penso che devo stare fino a fine aprile e che già dopo 3 settimane di “nulla” mi sento frustrata e stanca…

E quando torno a casa la sera sono talmente stanca per noia e frustrazione che non ho la benché minima voglia di scrivere. Mi passa ogni ispirazione, ogni estro. Mi sento così sprecata… Già le mie energie sono quello che sono, per la mia malattia. Già ho riscontrato che questo inverno sono molto più debole rispetto a quello 2014-15 dove correvo come una matta per tribunali e uffici vari… Vedere sprecati e buttati al vento così il mio tempo e le mie energie oltre a farmi sentire una nullità mi fa paura. Paura verso un futuro che non vedo

Alla fine di questo finto tirocinio – finto perché non ha granchè valenza per me, e lo dico perché anche qui sono rimasti stupiti che io, visto il mio profilo scolastico, sia stata mandata qui – ci saranno le ore di ricerca attiva. Spero, spero davvero col cuore che sia un aiuto concreto, perché finora ogni volta che ho partecipato a questo tipo di interventi (scrivere il cv, orientamento ecc) si sono sempre rivelati cose astratte e mai fondate concretamente.

Come andrà a finire? Lo scoprirò solo andando avanti, e voi con me.

Annunci

19 thoughts on “Come andrà a finire? [cit.]

  1. Allora aspetto x sapere di più sulle evoluzioni. Alla tua età è giusto essere combattivi… ma alla mia età hai già capito che mpndo frequenti.. prendi atto e vai avanti. Nn mi chiedere dove si va… quello è un capitolo ancora lontano x me. Qui solo gran caos . Diciamo chesto mese è stato pietoso. Aspetto domani la risponta x l’unica casa dosponibile in tutto un paese… e la cosa pietosa è che in tutti questi anni i locatori si siano interessati solp a darmi casa x via del lavoro sicuro. Ma son due mesi che cerco come una pazza casa con due camere… nessuno te la da x 5 mesi… tutti vogliono il contratto annuale… ma nessuno si è mai chiesto se io avessi piacere di andare a vivere li.

    Liked by 1 persona

  2. Per il negozio ti capisco, io ci sono stata 10 anni e non ci tornerei manco morta, piuttosto faccio la fame. Lavoro orribile, sottopagato in cui i titolari ti trattano peggio di una pezza da piedi e i clienti idem perchè i commessi pensano siano dei servi. Inoltre ho subito un’operazione alla colonna vertebrale e non posso stare tutte quelle ore in piedi.
    Per il resto ti capisco di nuovo, quando ero disoccupata ho fatto due concorsi ed entrambi erano delle truffe galattiche -.-
    Quando mi hanno mandato a fare uno stage in una ditta praticamente il più che mi facevano fare erano fotocopie su fotocopie, mi sarei voluta suicidare

    Liked by 1 persona

    • Mi dispiace molto per la tua operazione, spero che ora tu sia senza problemi e con un ruolo che non ti dà noie.
      Guarda, io non dico che il negozio sia un brutto posto in sè. Mi sono trovata bene quando ho lavorato in Decathlon, ero sempre in movimento e mi piaceva darmi da fare. Il fatto è che ambisco ad altro, ho speso soldi, energie e salute per avere un maledetto pezzo di carta e non ho voglia di metterlo ad ammuffire.
      Per di più, pure io ho problemi di salute e non ce la faccio a ricoprire lo stesso ruolo. Adesso sto facendo tipo segreteria, e ho a che fare con dei lavori in piedi e faldoni pesanti da portare avanti e indietro. un pomeriggio mi sono sentita male per lo sforzo fisico e dopo ho finto di lavorare al pc per stare tranquilla un’oretta altrimenti non riuscivo neppure a guidare per tornare a casa.
      Non riesco a trovare un cavolo di lavoro dove non succeda che mi senta male!

      Liked by 1 persona

  3. Pingback: Opposite book tag | La Corte

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...