Frivolezze

Se potessi navigare liberamente…

Buongiorno a tutti!
Sì, buongiorno, al momento in cui scrivo sono le 10 del mattino (anche se posterò questa sera, sistemando per bene) e io ho appena trascorso un’ora nella nullafacenza totale. Me ne mancano altre 6 e mezzo.
Sono sempre qui, nello studio di commercialisti dove faccio tirocinio e perdo sempre più tempo. Vado avanti per avere i soldi dovuti, altrimenti perderei ogni diritto al pagamento.
Se potessi almeno usare internet liberamente me la spasserei ben volentieri (diciamo che ormai mi scoccio di dover chiedere ogni volta “Se c’è qualcosa da fare, fatemi sapere”), mando la mail quando arrivo alla mattina e dopo pranzo, ma poi basta. Se mi trovo in giro chiedo direttamente a voce, altrimenti sto qui tranquilla alla mia postazione.
Dicevo, potessi almeno usare internet liberamente… In teoria sì, visto che la mattina dopo la notte degli Oscar ho smanettato in cerca di notizie sull’evento, e nessuno ha avuto da ridire.
Poi ho scoperto la funzione “in incognito”, ma compare la dicitura “Il datore di lavoro potrà sempre avere traccia dei siti visitati e di quanto viene scaricato”.
E da là: panico!

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Tra le righe

Come andrà a finire? [cit.]

Buonasera a tutti!
Ultimamente non riesco a scrivere tanto, neanche una volta a settimana… Devo diventare più diligente, ma molti sono i pensieri e gli affanni che mi prendono nell’ultimo periodo, e quando sono a casa la sera voglio solo mettermi passivamente davanti al video a vedere qualcosa.
Voi come state? Tutto bene?
Ricordate? A gennaio vi raccontai quello che mi stava accadendo (il famoso corso regionale con susseguente tirocinio per supposto reinserimento lavorativo). Ebbene, da allora ci sono state alcune evoluzioni.

Prima di tutto, quella famosa lettera che dovevamo scrivere e che per il momento era ancora in sospeso, è stata scritta ed inviata alla Regione Veneto da parte di metà persone partecipanti al corso.
Siamo riusciti ad ottenere che l’ente capo-progetto sia subentrato a quello cui era stata delegata l’attuazione del corso e ora si occupa in prima persona del caso.
La responsabile dell’ente che ha dato attuazione al progetto – da me nominata anche come buffona e truffatrice – ora sta elargendo scuse e elemosinando perdoni, cercando di risolvere la confusione che si è creata. Il suo viscidume e la sua ipocrisia mai finiranno di stupirmi!

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Diario

Pubblicità regresso

Sono l’unica che rimane sconcertata di fronte alla pubblicità fasulla degli “antidolorifici da ciclo”?
Qualche anno fa ci mostravano le donne che durante i giorni no (perchè sono giorni no, benchè qualcuna, beata lei, li viva normalmente… e, a dire il vero, da adolescente pure io “in quei giorni” andavo in palestra e facevo allenamento in modo assolutamente normale) si buttavano col paracadute.
Ora hanno deciso che per farci credere nell’efficacia – addirittura praticamente istantanea – di famosi antidolorifici, è necessario dimostrare come questi possono addirittura permettere a un’atleta, afflitta da mal di pancia e mal di testa (vorrei capire di quale intensità…), di partecipare – e vincere! – a una corsa a ostacoli.

Beh, guardiamo la differenza tra le due pubblicità: la corsa a ostacoli è decisamente più faticosa di un volo col paracadute (credo… non avendo mai provato il secondo).

Tra l’altro, la pubblicità del paracadute serviva a sponsorizzare semplicemente degli assorbenti, un modo per rassicurare le donne che potevano affidarsi a quel prodotto anche in casi estremi come gettarsi da un aereo. Non aveva pretese assurde.Tranne mostrare super donne che “in quei giorni” programmavano di vivere esperienze da urlo.

La pubblicità di oggi pretende invece di farci credere che si può affrontare anche un’impegnativa gara sportiva grazie a una semplice soluzione.

Cari sponsor, geniali teste che state dietro l’ideazione di questi brevissimi filmati acchiappa-consensi, sapete che c’è? Che voi non avete la minima idea di come una donna stia realmente durante il ciclo.
Ma peggio è che con i vostri mezzucci fate credere a tutti che per un dolore da ciclo, basta una pastiglietta delle vostre, e si è subito in grado di affrontare qualsiasi cosa, specialmente se fisicamente impegnativa.

Con questo vostro modo di fare avete proprio rotto, perchè l’italiano medio che crede alla pubblicità ingannevole, non crederà mai che una donna con endometriosi e coi dolori che prova a causa di questa malattia, anche non “in quei giorni”, possa non sentirsi meglio prendendo un buscofen act o un moment.

Grazie.

EDITO: nel frattempo, esce questo