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Questa è una denuncia di quanto sta accadendo nel mio quotidiano

Carissimi, come va?
Oggi voglio raccontarvi di quello che mi sta accadendo negli ultimi tempi. Ero convinta di aver finalmente fatto un passo avanti, una piccola svolta. Ero convinta di aver trovato persone di parola, che mettessero in pratica quello che dicono, e non il solito italiano medio che non fa altro che lamentarsi nel privato e al momento di fare qualcosa si accontenta della sua posizione quasi mediocre che gli consente di sopravvivere a malapena, per la paura di non perdere anche questa, nonostante sia consapevole che non durerà e che non gli darà nient’altro che lamentele.
Questa mia vuole essere una piccola denuncia di come l’Italia non sia in grado di lottare per se stessa perché gli italiani sono… cavolo, lo devo davvero dire? Quello che penso dei miei connazionali è veramente triste, ma i comportamenti delle persone attorno a me non possono far altro che indignarmi.
Sono stanca di come certi enti lavorano, sono stanca delle persone che parlano a vanvera facendo credere cose che non sono per poi rivelarsi codarde e vigliacche, non sono neppure in grado di difendere i loro diritti che gli spettano per legge.
Scriverò di getto e in preda a quello che ho dentro.
E dunque ecco che cosa mi sta succedendo da un po’.

Come sapete, a novembre ho iniziato a frequentare un corso professionalizzante finanziato dalla Regione. Mi era sembrato una buona occasione. Accompagnare a una laurea in giurisprudenza delle conoscenze di contabilità, comunicazione e business english mi avrebbe dato dei punti in più da spendere nella ricerca di un lavoro. Così ho colto l’occasione al volo.

Durante la frequentazione io e gli altri partecipanti ci siamo accorti che qualcosa non andava. Ci siamo documentati leggendo la normativa regionale che prevedeva cosa doveva essere presente durante il corso e il seguente tirocinio e come dovevano essere portati avanti. E… no, c’erano delle mancanze, delle lacune. Ci mancavano un bel po’ di informazioni che nessuno ci voleva dare.
Entrando nello specifico, ci siamo accorti che mancavano delle figure fondamentali per la realizzazione del corso: un tutor didattico e un consulente disponibile per i colloqui attitudinali e con cui svolgere delle attività di ricerca di lavoro, anche secondo le nostre capacità lavorative e attitudinali.
Caspita! E noi di questo non abbiamo fatto niente! Nessuna ricerca, nessun colloquio… nessun segnale di una presenza di un tutor né di un consulente. Figure, tra l’altro, che avrebbero svolto ruoli importanti, soprattutto per capire come procedere in un momento sociale delicato come quello che stiamo vivendo.
Inoltre, probabilmente vi sono pure state delle incompatibilità tra ruoli ricoperti dalla stessa persona.
Insomma, non abbiamo usufruito di parte di quello che era stato previsto dalla regione.

Arrivati al momento dei tirocini (e qui è il bello: associazioni utenti-aziende sulla base di parametri poco chiari, a volte in contrasto anche con le attitudini stesse della persona) siamo tutti rimasti un po’ sconvolti per come siamo stati selezionati.
In particolare la mia esperienza è questa: dopo un corso per addetto back office con competenze contabili e amministrative mi hanno piazzato in un negozio sportivo. Per stare in amministrazione.
Io, che ho partecipato al corso proprio perché pensavo che grazie a loro avrei fatto quel salto di qualità che non riuscivo a fare da sola, e a liberarmi finalmente dei negozi, nei quali ho lavorato durante l’università e da cui evidentemente non riesco a staccarmi, sono caduta in lacrime in preda a un terribile sconforto. Un incubo! Ancora negozi! Giuro, mi sembrava uno scherzo del destino.
D’altra parte, non avendo mai avuto la possibilità di parlare di me con qualcuno (secondo quanto prevedeva invece il documento regionale) cosa potevo aspettarmi? Certo, però speravo tenessero almeno conto della mia laurea e della pratica di qualche mese che avevo già svolto…
Appena ho potuto sono andata a parlare con la responsabile per dirle tutto quello che pensavo, chiedendo una sistemazione diversa. Le spiegazioni che mi ha dato, assai assurde e inventate sul momento, per avermi mandata in quel posto sono state le seguenti:
1- poiché io sono entrata nel corso come sostituta di un’altra ritirata per tempo e che era già destinata là, ho preso il suo posto. Quindi tu già destini le persone a caso senza conoscerle? Ma non hai passato le 5 settimane del corso a dire che stavi ancora sistemando le associazioni destinatario-azienda?
2- (dopo pochi minuti dalla prima scusa) poiché non avevo altre esperienze d’ufficio, non poteva mandarmi altrove perché mi sarei spaventata, in quanto non preparata. Quindi il corso non è servito a nulla? E che ne sai tu, se io mi spavento, quando non abbiamo mai parlato insieme e non sai niente di me?
3- dopo pochi giorni, quando ho chiesto la sospensione del tirocinio per cercare un altro posto, mi ha detto di avermi mandato là perché avevo già lavorato in un negozio sportivo in precedenza e che quindi mi sarei trovata meglio nell’ufficio di un negozio sportivo.

Voi cosa pensereste al mio posto? Probabilmente ciò che penso pure io: è una presa per il culo, questa?

Premetto che alla sedicente responsabile avevo parlato del mio problema fisico, l’endometriosi, del fatto che non posso stare in piedi troppo a lungo (per lo meno è qualche mese che non ce la faccio più come prima).
Sapete che è successo al tirocinio? Che mi hanno messo a fare la commessa tappabuchi! In piedi ore fin dalla prima mattina. Dopo 3 ore ho dovuto sedermi perché non ce la facevo più.
Per farla breve, il terzo giorno ho chiamato e ho fatto sospendere.

Questo perché nell’allegato della Regione è scritto che il tirocinio deve essere coerente con il corso e con contenuti altamente professionalizzanti.

I tirocini degli altri si sono dimostrati in egual misura assolutamente inutili, inadeguati e non funzionali al compito che dovrebbero assolvere.
Su 11 persone, siamo in 7 che hanno espresso lamentele, di cui 4 al momento in attesa di nuova collocazione.
E’ un po’ strano, non trovate? Evidentemente, certi enti di formazione non lavorano così bene come si penserebbe da fuori.

Ebbene, si stava pensando di reagire. L’idea è quella di scrivere una lettera direttamente alla Regione, per informarla di quanto sta accadendo, chiedendo una maggiore presenza e ulteriori controlli sul modo di lavorare di certi enti. Anche perché si tratta di sperpero di soldi pubblici.
Non vogliamo usare toni aggressivi o di polemica, sarebbe più una recensione di come abbiamo vissuto questo corso.

Il fatto è che dopo mille insulti da parte di tutti verso questo ente e i suoi operatori, dopo mille parole al vento, mille incazzature e persone che si dichiarano furibonde, depresse, frustrate, deluse ecc., ora ci ritroviamo solo in 2 (in DUE!!!) a voler andare avanti e mettere in pratica quanto detto fino ad ora. E sempre che l’altra non mi lasci da sola all’ultimo minuto.
Gli altri ci stanno a scrivere, ma fra 3 mesi, quando avranno svolto il loro inutile tirocinio senza senso, facendo fotocopie e copia-incolla per 8 ore al giorno, senza alcuna prospettiva di un cambio di mansioni nè di assunzione in azienda.

E’ questo che mi manda in bestia, che mi fa letteralmente incazzare, non potete capire cosa sto provando in questo momento. Ho una rabbia furibonda.
Pensavo di aver trovato persone vere, non quaquaraqua, persone che fossero come me stanche di parole e parole, che fossero pronte a combattere per i loro diritti, attive, che volessero davvero cambiare le cose. Perché così si erano fatte intendere.
Ma tra il dire e il fare….
Io capisco che ognuno pensa di tirare acqua al suo mulino, ma allora perché si lamentano?
Insomma, io ho il mio codice di condotta, che prevede coerenza tra ciò che dico e ciò che faccio. E mi rendo conto che NESSUNO E’ DAVVERO COERENTE TRA CIO’ CHE DICE E CIO’ CHE METTE IN PRATICA.
La gente si riempie la bocca di tante cose ma, come si dice, di buone intenzioni è pieno l’inferno.
E’ a mettere in pratica che hanno tutti paura.
MA PAURA DI COSA? Cosa pensano di perdere? Non c’è nulla da perdere perché non abbiamo niente.
Questa omertà che viene fuori nei momenti in cui bisognerebbe far vedere di cosa siamo capaci e che denota il carattere del 95% degli italiani.
Degli italiani non ti puoi fidare.
Non ti puoi fidare di chi parla buttando tanto fumo negli occhi, perché sarà una persona che ti rivolterà le spalle e di cui non potrai mai fidarti. Al momento ti agire ti lascerà solo, alla tua sorte.
Sono sempre più convinta che gli italiani siano un popolo di codardi e vigliacchi, che si meritano lo Stato che hanno e che hanno un comportamento simile a quelli in alto che tanto criticano. Dopo tutto, qualcuno pur li voterà, no?

Solo una cosa: ma se vi lamentate tanto, non vi vergognate a non avere neppure il coraggio di lottare per voi stessi? Cosa credete? Che l’Italia cambi così, per opera dello Spirito Santo, perché qualcuno avrà pena di voi?
Fatemi un piacere: smettete di lamentarvi e dire cazzate, perché se non avete il coraggio di agire vuol dire che questa situazione non vi sta poi così male. Anzi, voi ci sguazzate in questa situazione, perché è così bello crogiolarsi nel dolore e trovare qualcuno con cui lamentarsi in compagnia, no? Agire è troppo difficile, richiede una certa coerenza con se stessi, onestà intellettuale. E voi non ne siete capaci.

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11 thoughts on “Questa è una denuncia di quanto sta accadendo nel mio quotidiano

    • Ma fare fotocopie non fa curriculum. Se non metti in pratica gli studi del corso dimentichi tutto e alla fine non sarai ancora in grado di fare qualcosa. Queste cose mediocri mi tolgono la voglia di vivere, mi danno una frustrazione e una tristezza che vorrei solo scappare lontano, verso un paese civilizzato.

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  1. Non cedere rimani con i tuoi principi, ho una figlia di 30 anni che la pensa esattamente come Te, anche lei tirocini, Stage, Volontariato….ma alla fine è solo un magna magna da parte degli “altri ” enti, comuni, aziende…..agevolazioni ,sfruttamento, sovvenzioni ….
    Non sarò certo io a dirgli di cambiare anzi, rimani sempre onesta con te stessa che è la cosa più importante…prima o poi qualcosa cambierà se non in italia…nella Tua vita.

    Liked by 2 people

    • Che belle parole…
      Ti ringrazio davvero tanto, a volte fa bene e fa sentire meglio sentirsi parlare così.
      Purtroppo è davvero così, un magna magna da parte di chi non ha assolutamente bisogno, e lucra su chi non trova una sistemazione.
      Grazie per l’augurio. Ti auguro lo stesso per tua figlia.

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  2. Pingback: Come andrà a finire? [cit.] | Fragorosa-Mente

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